Good bye…

Counseling is good 4 you

il 7 ottobre 2008 è nato questo blog.

Ha creato relazioni, amicizie, riflessioni, tanto amore.

Dopo due anni, con dispiacere lascio qui 200.000 visite, 11.000 commenti e molto di quanto è accaduto, e delle persone con le quali è accaduto.

Potete continuare a leggermi  qui

 

 

 

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counseling empatia non patologia

Non credo che tu sia la persona in grado di guarirmi dalle ferite interiori;

 

ma forse, in questa fase della mia vita, non ho tanto bisogno di un medico

quanto di una persona che abbia una ferita simile alla mia.

 

 

 

Che tu sia per me il coltello – David Grossman

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Prendere il primo appuntamento

Prendere appuntamento con me o con chi fa un lavoro simile al mio è a volte un piccolo scalino altre una montagna.

Alcuni preferiscono aspettare, perchè col tempo passa tutto

E’ vero.

Io preferisco che il mio tempo trascorra in modo piacevole o almeno utile.

Mi piace poter contribuire attivamente al mio benessere anzicchè aspettare che passi.

C’è a volte vergogna, a volte senso di fallimento, a volte insicurezza.

Come aiutarci in questi casi?

Intanto forse aiuta sapere che chi fa questo lavoro è tenuto ad un costante lavoro su di se.

Non è solo questione di etica professionale, ma di sopravvivenza (altrimenti si va in burn out ed addio…) Leggi di più

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Matrimonio vicino? il counseling aiuta a viverlo al meglio

Ieri ho terminato un ciclo di counseling prematrimoniale.

La grande data è domani.

Qui vedete il biglietto di auguri che ho preparato per la sposa.

 

E’ stata un esperienza emozionante.

Il counseling può essere veramente un ottimo strumento per arrivare al matrimonio e goderselo al meglio.

 

Ci sono i preparativi, l’estetista, il trucco, le bomboniere, i tavoli, il catering, gli invitati e mille imprevisti da gestire.

 

La "mia " sposa si era rivolta anche ad un wedding planner per facilitare le cose, ma lo stress è inevitabile.

 

Lo stress è anche buono, e nei casi dei matrimoni è proprio quello, ma è comunque un eccesso di emozioni miste a impegni che rischiano di offuscare la felicità, di farci focalizzare su quello che ci innervosisce anzichè su quello che va e bene.

 

Dopo tanti preparativi M. è venuta da me solo un paio di mesi fa. Ora è pronta, prontissima, raggiante.

 

La sua richiesta era stata molto chiara, riguarda un particolare (che non svelerò) che è meraviglioso ed accade solo il giorno del matrimonio, e come conclusione del ciclo di incontri per aiutarla ed accompagnarla al meglio ho scritto per lei una speciale fantasia guidata.

Perciò si è distesa ed accompagnata dalla mia voce e dalla marcia nuziale abbiamo provato insieme, sperimentato i passi e le emozioni di domani.

Per viverle al meglio godendole in pieno.

 

Un emozione grande, e un grande onore.

Auguroni.

 

 

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Il counselor come contenitore

Ci sono persone che ti fanno sentire al posto giusto.

 

E’ come se avessero scavato nell’aria una nicchia perfetta per contenerti, dove nulla ti sfiora e recuperi il senso di esserci tutta.

 

 

Gianna Manzini
 

 

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counseling: il benessere in un click

counselingChe non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato;

il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.

 

 

 

Coelho


 

abbiamo fretta di correre, ma per andare dove?

alla rinfusa, senza direzione precisa. senza sosta.

fermiamoci almeno un pò per riprendere respiro, per lasciare un pò di fatica e di dolore, per riprendere nutrimento e risate.

 

Il counseling è una risposta possibile.

Facciamo un piccolo gesto per amarci.

Prima di ritrovarci sovraccarichi, con queste nostre emozioni rinnegate e rigettate via.

 

venerdi scorso ad un convegno sull’arteterapia ho sentito delle parole molto belle:

se scappare al momento giusto è un abilità, è nel fermarsi che godiamo la vita.

 

ed allora io divento una fermata. un posto dove si viene a riposare un pò, a prendere nuova linfa.

Potete scegliere il modo che preferite: colloqui individuali o laboratori di gruppo.

Quattro ore di benessere e ricarica.

Evita di restare a secco. Ricaricati di Energia.

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Il counseling in 1 riga

Essere guardato e non soltanto visto, essere ascoltato e non soltanto udito.

 

 

Khaled Hosseini

 

 

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Counseling in 1 riga

Se tu adesso hai bisogno di me, che male c’è ad appoggiarti a me?
 
 
 
 
 

Tokyo Blues – H. Murakami

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Introduzione sul Counseling

Il termine Counseling compare negli Stati Uniti attorno gli anni quaranta, grazie all’opera di due grandi psicologi americani Carl R. Rogers, che nel 1942 pubblicò “Counseling e psicotherapy”, e Rollo May con “Art of Counseling” del 1939.

L’etimologia del termine, che riconduce al verbo latino consulo, può darci delle indicazioni più esaustive e più centrate, in quanto consulo significa anche “aver cura di, venire in aiuto di”.
Sono entrambi corretti i termini: Counseling o  Counselling, dove il primo (una elle) é impiegato negli USA dalla APA (American Psycological Association) e dalla ACA (American Counseling Association) nata nel 1952; il secondo, con due elle, Counselling / Counsellor è inglese.
Per vedere inserito il termine in un vocabolario della Lingua Italiana, dobbiamo attendere il 1986, quando 1′lstituto della Enciclopedia Italiana, fondata da Giovanni Treccani,  così lo definisce:
counselingkàunseli s. ingl. [der. di (to) counsel “consigliare, consultarsi”] (pl. counselings kàunseliʃ), usato in ital. al masch. – Nella psicoterapia, e in partic. con riferimento a casi di disadattamento e di disturbi psichici di natura non grave, tipo d’intervento in cui il terapeuta discute direttamente con il paziente dei suoi problemi e delle sue difficoltà adattive, propone eventualmente dei test, e consiglia comportamenti alternativi.
Molte sono le parole che vengono utilizzate da allora per delinearne chiaramente i confini, al punto che, per molto tempo, più che per una sua precipua connotazione, il counseling è stato definito per differenza. Leggi di più
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quando la befana porta solo cose rotte

Il non fare è una colpa, e spesso anche un dolo.

La piattaforma che ospita me e persone che negli anni sono diventate prima blog friends e poi friends, ha deciso di disinteressarsi a curare il proprio giardino

Style ha lasciato crescere erbacce che hanno preso lo spazio dei fiori bellissimi che erano germogliati.

Poi ha lasciato i cancelli aperti lasciando entrare uno tsunami di commenti spam, poi di blog spam.

Così le persone vere, che scrivono o che leggono, o che comunicano commentano e creano quella che una volta si chiamava “community” si perdono nell’oceano degli spammer, annegano nel menefreghismo o nell’incompetenza di chi gestisce il (non)servizio.

e vanno via.

E’ la seconda volta che style lascia andare quello che aveva saputo costruire, quello che univa, che rendeva la navigazione piacevole, e facilitava le conoscenze.

Così ogni volta la community resta sempre più deserta, ormai spiaggia distrutta di una stagione passata.

Ognuno cerca un posto nuovo, dove splende sempre il sole, tutto predisposto e operativo.

Ciò che si era creato si disperde.

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